L’uomo e il vino, una storia antica

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Il vino ha da sempre esercitato una considerevole influenza sugli uomini e la loro cultura, probabilmente per via di fattori come la fermentazione del mosto, un fenomeno che non poteva essere spiegato se non con storie di magia e religione, per lo stato di ebbrezza causato dalla bevanda, infine per la sua colorazione rossastra simile a quella del sangue.

È una storia che ha radici molto lontane. Con ogni probabilità le prime popolazioni ad aver sorseggiato una bevanda simile al vino odierno sono state quelle del neolitico, una scoperta riportata anche dal Sole 24 Ore in un articolo che racconta il ritrovamento di contenitori utilizzati per preservare il risultato della fermentazione spontaneo dell’uva.

Dal neolitico ai monasteri

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In epoca antica i primi riferimenti certi al vino risalgono ai Sumeri, ma quasi ogni popolo ha sviluppato la propria cultura del vino, dagli Egizi, come testimoniato dalle numerose pitture di banchetti, ai Greci di epoca omerica.

I Romani rubarono i segreti delle tecniche vitivinicole agli Etruschi e fecero del vino un prodotto da esportare in tutto il mondo, creando la prima vera industria enologica.

A seguito della caduta dell’impero romano d’Occidente, la cultura del vino subì un forte ridimensionamento.

A preservarla in epoca medievale furono la nobiltà e gli ordini religiosi: il vino era infatti parte integrante del regime alimentare dei monasteri, i quali diventarono ben presto centri di coltura della vite; inoltre l’utilizzo del vino nei rituali religiosi è risultato fondamentale per la diffusione della viticoltura, tanto che in questo periodo storico si parla apertamente di “viticoltura ecclesiastica”.

Il vino diventa “borghese”

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È con il Rinascimento che il vino iniziò a trasformarsi in un prodotto “borghese”: lo sviluppo del ceto mercantile e dell’artigianato, il miglioramento delle condizioni economiche delle città e della sicurezza nelle campagne fornirono strumenti adeguati per la coltivazione della vite.

Solo alla seconda metà del secolo scorso risalgono, invece, le ultime conquiste in ambito enologico, grazie alle scoperte scientifiche che saranno la base della produzione moderna.

Denominazione di origine

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Gli ultimi anni sono stati protagonisti di un cambiamento nelle abitudini alimentari dei popoli con un’antica tradizione viticola: riduzione del consumo di vino e richiesta di prodotti garantiti dalla “denominazione di origine” sono i fattori più importanti di questa nuova fase e dimostrano quanto sia stretto il legame tra gli aspetti socio-culturali e le strutture produttive del settore.