La viticoltura in Italia, tra vigneti e passione

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Si scrive Italia ma si pronuncia vino: da secoli la cultura vinicola nazionale è simbolo dell’italianità in tutto il mondo, grazie alla generosità del suo territorio che si estende dalle Alpi aostane alle pendici dell’Etna in Sicilia.

È in questo suggestivo scenario, ampiamente raccontato e documentato su Rai News e sulle altre principali emittenti locali, che fiorisce l’eccellenza della produzione enologica italiana, caratterizzata da una qualità e un’attenzione sempre maggiori.

Quale modo migliore di scoprire sapori e aromi unici vivendo un indimenticabile wine tour se non lasciandosi guidare dai più esperti e qualificati sommelier del settore.

Viticoltura nel DNA del territorio

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La particolare conformazione geografica della penisola ha fatto sì che una forma primitiva dell’industria vinicola nascesse già ai tempi degli Etruschi; furono gli antichi Romani a trasformare il vino in un prodotto veramente centrale per la loro cultura, finché intorno al 1800, soprattutto a seguito della conquista napoleonica, non furono promosse e avviate diverse opere di disboscamento e bonifica dei terreni.

Ancora oggi presenti, i vigneti vennero impiantati non solo a scopo di sussistenza ma anche per avviare le attività di commercio, favorendo al contempo la nascita di centri di aggregazione destinati a diventare dei veri e propri villaggi.

La classificazione dei vini

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Esistono varie denominazioni di origine per classificare i vini a seconda della loro qualità.

  • Con DOP (Denominazione di Origine Protetta) ci si riferisce a un prodotto le cui caratteristiche dipendono interamente dal territorio di origine. In questo caso, tutta la filiera produttiva, incluse le attività di trasformazione ed elaborazione, deve svolgersi nel suddetto territorio.
  • Con IGP (Indicazione Geografica Protetta) si indica invece un prodotto le cui caratteristiche sono sì legate alla geografia del territorio, tuttavia solo una delle fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione dev’essere eseguita in zona; pertanto un vino IGP può essere preparato con una materia prima proveniente da un altro territorio.