Guida alla degustazione del vino

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Degustare i prodotti vinicoli può essere un’esperienza sensoriale unica in grado di allietare il palato non solo degli appassionati del settore, ma anche di chi è in cerca di nuovi aromi e sapori e desidera rilassarsi. Esistono moltissime cantine che propongono per la maggiore bianchi e rossi ottenuti dai procedimenti di viticoltura e vinificazione.

Ma come si degusta il vino? Basta attenersi a poche e semplici indicazioni: ne parlano diversi sommelier anche su Tg Com 24 e Life In Italy, spiegando come una perfetta degustazione non possa prescindere dal coinvolgimento di tre sensi in particolare, vale a dire vista, olfatto e gusto.

Coinvolgere i sensi: la vista

La prima cosa da fare quando si viene serviti con un calice di vino è osservare la limpidezza del liquido: esso deve presentarsi limpido, altrimenti va certamente scartato.

Per controllare la consistenza del vino, occorre prendere in mano il calice e ruotare il liquido al suo interno; quando questo si deposita nel fondo del bicchiere, lascia sulle pareti le cosiddette “lacrime”: più alto è il contenuto alcolico del vino, più esso si presenterà viscoso e mostrerà delle tracce evidenti.

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Infine, per valutare il colore del liquido, si tiene il calice alla base dello stelo inclinandolo e si osserva il contenuto contro una superficie bianca: la colorazione del rosso può arrivare a gradazioni quasi nere, mentre un bianco assume nella maggior parte dei casi un colore giallo paglierino.

Coinvolgere i sensi: l’olfatto

Per coinvolgere l’olfatto nell’esperienza della degustazione, si fa roteare il vino nel calice e lo si annusa: quando si ispira intensamente, si attiva una specifica terminazione nervosa del bulbo olfattivo.

È per tale motivo che, annusando più volte lo stesso profumo, si tende a percepirlo progressivamente con meno intensità, ma al contempo si captano odori diversi e quindi vini differenti.

Coinvolgere i sensi: il gusto

La degustazione si completa esaminando il gusto del vino: con un leggero sorso se ne tiene in bocca una minima quantità da portare nella zona anteriore del palato; inspirando gentilmente le componenti volatili del vino vengono amplificate nell’area posteriore della cavità orale.

Contrariamente a quanto si crede, non è infatti la lingua a svelare i segreti del gusto, bensì il naso: la lingua può solo percepire dolce, salato, amaro e acido, mentre le sensazioni odorose vengono captate e catalogate dai bulbi olfattivi attraverso un percorso che va dal palato al naso.